GIOVEDÌ 4 APRILE ORE 18.03 Sala APT - GORIZIA
dialoga con l’autore Paolo MEDEOSSI
 
 
A Fiume, piccola città in cima all’Adriatico, sembra addensarsi tutta la storia del Novecento europeo. «Città di passione» l’ha battezzata D’Annunzio imponendola all’attenzione internazionale insieme al mito della vittoria mutilata. Passioni ideali, politiche e dei sensi si scatenano nella città durante la stagione dannunziana, che fa di Fiume uno dei luoghi storici delle inquietudini dell’Europa uscita dalla Grande Guerra. A rovescio, dopo solo un quarto di secolo, Fiume diventa oggetto di un’altra storia di passione, una via dolorosa al termine della quale il guscio della città rimane in piedi, ma il popolo che la abita deve invece prendere la via dell’esilio. La passione di Fiume accomuna allora la sua storia a quella delle altre ‘città cambiate’, lungo quei confini attorno ai quali si sono accesi i maggiori conflitti europei del XX secolo: Salonicco, Smirne, Konisberg, Lwow. Parlare di Fiume vuol dire dunque tuffarsi nel vortice della ‘grande semplificazione’ che ha travolto l’Europa centro-orientale, disperdendone il grande patrimonio di diversità.
RAOUL PUPO, triestino, professore associato dell’Università di Trieste, membro del comitato scientifico dell'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia è uno dei massimi conoscitori della tragedia delle foibe. Ha dedicato diversi saggi all'esodo istriano e dalmata, ricostruendo le vicende storico-politiche riguardanti il Territorio Libero di Trieste e le popolazioni coinvolte.
PAOLO MEDEOSSI per anni è stato giornalista del Messaggero Veneto. È autore de La città che inizia per U (2017) e La rivoluzione è una farfalla - Sessantotto friulano e dintorni (2018).