Cari amici,

riprendono con l’edizione autunnale gli appuntamenti de Il libro delle 18.03, undici incontri dal primo ottobre al 2 novembre.

Come sempre la base delle nostre iniziative sarà Gorizia, in sedi diverse, ma toccheremo anche altri centri del territorio come Mossa, Sagrado, i comuni sloveni a cavallo del confine, la città Unesco di Aquileia e l’Istria, con una uscita dedicata al nostro amico e compagno di viaggio in tante escursioni, Marino Vocci. Avremo come sempre scrittori affermati e conosciuti a livello nazionale e autori locali ma non per questo meno apprezzati.

Tutti gli incontri saranno introdotti e condotti da giornalisti, scrittori, studiosi che garantiranno una interazione con gli autori e con il pubblico presente nelle varie sale.

Sveleremo il programma intero in una conferenza stampa di presentazione il 23 settembre alle 11.03, ospiti di una location nuova per noi ma molto bella, Borgo Gradisc’iutta, dove al termine dell’incontro potremo brindare al buon esito della rassegna.

Anticipiamo solamente che la rassegna si aprirà il 1 ottobre  in una sede ormai consueta per i nostri incontri, sempre molto accogliente e prestigiosa come Villa Codelli a Mossa. Avremo ospite Marco Ansaldo, giornalista di Repubblica, consulente scientifico di Limes e del programma televisivo Atlantide, collaboratore della rivista Die Zeit che ci presenterà il suo ultimo libro La marcia turca, introdotto dal Sindaco di Mossa Emanuela Russian.

Vi invitiamo ad essere, come sempre, numerosi: vi aspettiamo!

 

Lo staff del Libro delle 18.03

 

Partendo da una delle maggiori biblioteche private di letteratura friulana, quella di Bruno Lucci, alcuni studiosi, di diversa provenienza a tutti legati per biografia al Friuli, hanno ripreso tra le mani questi poveri e delicatissimi reperti editoriali che Pasolini stesso, a Roma, ha cercato di nascondere, mimetizzare. Come manufatti leggeri e vaganti sono stati analizzati con i ferri della bibliografia (abbiamo in assoluto la prima bibliografia delle edizioni pasoliniane in lingua friulana), della letteratura e della poesia.

 «Sembra che si sia formato in una arcadia letteraria barbarica priva di modelli, che sperimenti una voce arcaica»: così Umberto Saba parlava, in una lettera inedita del 1952 ad Anita Pittoni, degli inizi friulani di Pasolini (quando già viveva a Roma dal 1950), cesellando che “i grandi poeti si vedono dalle poesie che sbagliano”. Erano sbagliate le Poesie a Casarsa del 1942? E le prove poetiche dello Stroligut del 1944-1946? E l’ideazione di una Academiuta di lenga furlana nel 1945? E ancora, in pochi mesi, le plaquette Poesie, I pianti, Diarii, Dov’è la mia patria? 

Simone Volpato già dottore di ricerca in Scienze bibliografiche, ha insegnato all’Università di Udine e Trieste. Nel 2013 ha aperto la libreria antiquaria Drogheria 28. Ha ritrovato le biblioteche di Italo Svevo e Carlo Michelstaedter, l’archivio di Anita Pittoni, inediti di Bazlen, Saba, Giotti.