dialoga con l’autore Andrea BELLAVITE

GIOVEDÌ 5 OTTOBRE 18.03
Sala culturale APT p.le Martiri per la Libertà d’Italia - GORIZIA



Il Garante per le persone private della libertà personale è colui che entra nelle carceri per capire, parlando con i detenuti, cosa si può fare per migliorarne le condizioni. Non è uno di quei compiti da svolgersi dietro lo schermo di un pc, e nemmeno un ruolo per cui è sufficiente il pelo sullo stomaco. Ma questa è la fine della storia. L'inizio della parabola che ci narra Roveredo è il giorno del suo arresto e le settimane in cui lui era il carcerato. Un libro fatto di storie, umanità, poesia e rabbia, di libertà negate e di sogni. Una lucida analisi sulla condizione delle carceri, sulle relazioni umane tra i detenuti, sulla privazione del tempo e dello spazio. Roveredo si pone ancora una volta dalla parte degli ultimi, di quelli rinchiusi in una cella e che non hanno possibilità di riscattare una vita di salite.

PINO ROVEREDO è nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani. La sua infanzia è segnata da gravi problemi familiari e sociali seguiti in gioventù dalla piaga dell’alcolismo. Dopo varie esperienze e salite di vita, ha lavorato per anni in fabbrica. Operatore di strada, scrittore e giornalista, collaboratore de “Il Piccolo”, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano in favore delle categorie disagiate. Con la raccolta di racconti Mandami a dire nel 2005 vince il Premio Campiello. Poi seguono, fra gli altri, Capriole in salita, Caracreatura, Attenti alle rose, La melodia del corvo, Mio padre votava Berlinguer, Ballando con Cecilia, Mastica e sputa e Tira la bomba.

ANDREA BELLAVITE è teologo, saggista e giornalista. A lungo direttore di Voce Isontina, ora lo è di Nuove Strade/Nove Poti e di Alpinando. Ultimamente ha curato la pubblicazione de La Basilica di Aquileia. Tesori d'arte e simboli di luce in duemila anni di storia, di fede e di cultura.