Cari amici del Libro,
con piacere vi ricordiamo l'ultimo appuntamento dell'edizione autunno 2026 de Il Libro delle 18.03, giovedì 5 novembre, alle 18.03, al Kulturni Dom di Gorizia.
*****************
Una donna rimasta vedova, due bambini, una città da lasciare sotto i bombardamenti e una nuova vita da ricostruire a Cividale, in un territorio segnato dalla guerra, dall'occupazione tedesca e dalla Resistenza. È la storia personale e, al tempo stesso, collettiva raccontata da Carla Quercigh della Torre nel memoir La casa di via dei Platani. 1940-1945: cinque anni di guerra a Cividale.
Il volume sarà presentato dal curatore Vittorino Michelutti, docente di Lettere, che dialogherà con Michele Obit, poeta e direttore del giornale Novi Matajur.
Nata a Napoli, Carla Quercigh della Torre sposò nel 1933 il professor Emanuele Vittorio Quercigh, cividalese e docente all'Università di Napoli. Rimasta vedova nel 1940, si trasferì a Cividale con i due figli e trovò ospitalità nella casa dei suoceri, in via dei Platani. Qui trascorse cinque anni difficili, confrontandosi non soltanto con le conseguenze della guerra, ma anche con una realtà sociale nuova, inizialmente fredda e diffidente nei suoi confronti.
Attraverso la quotidianità della famiglia, il memoir restituisce uno spaccato vivido della Cividale di quegli anni, tra paure, relazioni, divisioni e solidarietà. Sullo sfondo si susseguono gli eventi che segnarono profondamente il territorio: l'occupazione tedesca, la Resistenza e il progressivo disgregarsi dell'ordine precedente. La casa di via dei Platani diventa così un osservatorio privilegiato sulla vita di una comunità e sulle trasformazioni di un'intera epoca. Anche il Ponte di Cividale assume un valore simbolico: luogo che divide e unisce, diventa l'immagine di una città e di una popolazione chiamate ad attraversare una delle pagine più drammatiche della propria storia.
Pubblicato originariamente nel 1982, il libro torna oggi all'attenzione dei lettori in una nuova edizione, arricchita da note aggiuntive curate da Michelutti, che offrono ulteriori chiavi di lettura e strumenti per collocare la vicenda personale dell'autrice nel contesto storico e sociale del Friuli durante la Seconda guerra mondiale.
L'incontro sarà anche un'occasione per riflettere sul valore della memoria individuale come strumento per comprendere la storia collettiva: non soltanto i grandi avvenimenti, ma anche ciò che la guerra significò concretamente per le famiglie, per le donne e per le comunità.
Carla Quercigh della Torre nacque a Napoli e sposò nel 1933 il professor Emanuele Vittorio Quercigh, cividalese e docente all'Università di Napoli. Rimasta vedova nel 1940, si trasferì a Cividale con i due figli e nel 1945 sposò Guido della Torre. Concluse la propria carriera d'insegnante come preside del Liceo Marinelli. Morì nel 1995.
Vittorino Michelutti, docente di Lettere, ha curato le note aggiuntive della nuova edizione de La casa di via dei Platani, arricchendo il volume con approfondimenti e spunti di riflessione.
Michele Obit, poeta e direttore del giornale Novi Matajur, è autore di numerose raccolte poetiche. Ha inoltre tradotto in italiano e contribuito alla pubblicazione delle opere di importanti poeti e scrittori sloveni.
*****************
L'appuntamento dedicato al memoir di Carla Quercigh della Torre segna la conclusione dell'edizione autunnale de «Il libro delle 18.03», rassegna che da 19 anni opera sul territorio goriziano e isontino, proponendo due edizioni all'anno, in primavera e in autunno, e creando occasioni di incontro tra autori, libri e lettori.
Anche quest'anno il programma ha saputo coniugare la presenza di scrittori noti a livello nazionale con una scelta che da sempre caratterizza la rassegna: dare spazio e voce ad autori emergenti, capaci di suscitare interesse e ottenere un significativo riscontro da parte del pubblico.
La partecipazione dei lettori è stata uno degli elementi distintivi di questa edizione: sale gremite e un pubblico attento e partecipe hanno accompagnato gli incontri, confermando il valore di una proposta culturale che continua a investire sul dialogo, sulla scoperta e sulla condivisione della lettura.
La chiusura con La casa di via dei Platani si inserisce pienamente in questo percorso, riportando al centro una testimonianza che intreccia vicende familiari e storia del territorio e invita a interrogarsi sul modo in cui la memoria delle persone contribuisce a custodire e tramandare quella delle comunità.
Vi aspettiamo numerosi giovedì e vi diamo appuntamento alla prossima edizione!
Lo staff delle 18.03
