Sabato 28 marzo, ore 11.03

Sala Culturale della Stazione Ferroviaria di Gorizia

 

Sabato 28 marzo si terrà la conferenza stampa di presentazione della storica rassegna letteraria goriziana “Il libro delle 18.03”, appuntamento culturale ormai consolidato nel panorama del territorio isontino.

La conferenza avrà luogo nella Sala culturale della stazione ferroviaria di Gorizia, proprio nello spazio in cui la rassegna era nata nell’ottobre del 2008, tra treni in partenza e corriere in arrivo. E' un luogo simbolico, particolarmente adatto a un’iniziativa che, fin dalle origini, è stata in continuo movimento, in grado di ampliare progressivamente il proprio pubblico e di portare la letteratura sempre più vicino alle persone.

In quella sala, nel corso degli anni, sono passati alcuni tra i più noti scrittori italiani, accanto ad autori che proprio grazie alla rassegna hanno trovato visibilità e si sono poi affermati nel panorama letterario nazionale.

Nel tempo, “Il libro delle 18.03” ha inoltre toccato numerose sedi del territorio isontino, estendendosi fin da subito anche alla vicina Slovenia: una naturale apertura per una rassegna che non ha mai conosciuto confini.

Il programma dell’edizione primaverile 2026 sarà svelato proprio durante la conferenza stampa. La rassegna prenderà il via il 2 aprile, con il primo incontro, che si terrà proprio alla stazione ferroviaria di Gorizia e si concluderà il 2 maggio a Sagrado, sede tradizionale della consegna del Premio Roberto Visintin, dedicato alla memoria del giovane studioso prematuramente scomparso.

L’edizione di quest’anno proporrà 13 appuntamenti complessivi, tra incontri con autori, momenti di approfondimento e iniziative collaterali. Non mancheranno la tradizionale gita di studio fuori porta e l’appuntamento domenicale di approfondimento a Villa Codelli di Mossa, ormai divenuto un momento atteso e partecipato della rassegna, ma anche l'occasione di una nuova collaborazione con Università della Terza Età di Cormons.

 

L’invito è quindi per sabato 28 marzo, quando verrà presentato nel dettaglio il programma della nuova edizione primaverile 2026 de “Il libro delle 18.03”.

 

Vi aspettiamo, numerosi come sempre,

Lo staff delle 18.03

 

Sorridi donna

sorridi sempre alla vita

anche se lei non ti sorride.

Sorridi agli amori finiti

sorridi ai tuoi dolori

sorridi comunque.

Il tuo sorriso sarà

luce per il tuo cammino

faro per naviganti sperduti.

Il tuo sorriso sarà

un bacio di mamma,

un battito d’ali,

un raggio di sole per tutti.

Alda Merini 

Il nuovo numero di Isonzo Soča sarà presentato martedì 3 marzo a Nova Gorica, alle ore 18 presso knjgarna kavarna Maks, in Delpinova ulica e martedì 10 marzo, alle ore 19 presso pekarna kavarna Cotič, Corso Verdi 51 a Gorizia

Il tema è particolarmente importante: cosa significhi vivere in un territorio plurilingue e multiculturale.

La copertina, con un gioco di parole tra italiano e sloveno, richiama il  contenuto anche attraverso la riproposizione della pittura paririetale realizzata dal pittore Franco Dugo sul "muro delle cinque lingue" di Podgora, voluto da Alba Gurtner e purtroppo attualmente in grave condizione di degrado.

Oltre a numerosi interventi sul tema - curati in modo particolare da giovani collaboratori - si parla anche della Capitale europea della Cultura, con diversi interventi, in italiano sloveno e friulano, che aprono  un dialogo costruttivamente critico sull'evento che ha caratterizzato l'anno 2025.

Non mancano riferimenti all'attualità internazionale, recensioni di libri - tra i quali si segnala la speciale lettura del Porzus di Alessandra Kersevan da parte di Franco Juri - e di film storici.

Naturalmente c'è lo spazio dedicato alla poesia e l'immancabile Koren/Corno con interessanti riferimenti alla contemporaneità, in particolare, ma non solo in Slovenia. E molto, molto altro...

Non poteva essere dimenticato il fondatore e storico direttore della rivista Dario Stasi, con un toccante ricordo di Agostino Colla e la riproduzione di un ritratto in grafica di Remigio Gabellini.

Un grazie speciale ai collaboratori Katarina Visintin e Peter Abrami e a tutti voi un augurio sentito di buona lettura!

Red.

 

Venerdì 27 febbraio, ore 18.03
Via Gorizia 88, Cormòns (GO)

L’incontro è ospitato da UNITRE Cormons — Università della Terza Età — nell’ambito della rassegna “Il Libro del venerdì” ed è il primo di alcuni eventi in collaborazione con Il Libro delle 18.03.
UNITRE Cormons è da anni punto di riferimento culturale del territorio, impegnata nella promozione della formazione permanente, della socialità e della diffusione del sapere a tutte le età.

Alla gentilezza di chi la raccoglie è la frase che Giulio Cargnelutti riesce a scrivere con un lapis di fortuna sulla busta di una lettera, prima di lanciarla dal vagone che lo sta deportando in Germania. Il tenente, catturato dalle SS il 20 luglio 1944 a Tolmezzo, tenta così di avvisare la giovane moglie e i suoi cari, ignari di quanto gli stia accadendo.
Inizia per lui un viaggio lunghissimo, stipato nei carri bestiame piombati, fino al campo di Campo di concentramento di Buchenwald, dove trascorrerà nove mesi come deportato politico, senza possibilità di ricevere pacchi o corrispondenza.
Una storia vera, scritta dalla figlia, che racconta la tragica esperienza vissuta dal padre nel lager, ma che invita anche a scoprire come sia possibile attraversare l’inferno sostenuti dall’amore, dalla fede, dall’arte e, infine, dal perdono.

L’autrice dialogherà con Cristina Feresin. Introducono Luciano Patat e Paolo Polli.

Raffaella Cargnelutti
Critica e storica dell’arte, nonché narratrice, vive a Tolmezzo (UD). Esordisce nella narrativa con Il ritratto di Maria (Kappavu Editore, Udine, 2010). Nel 2011 pubblica Viandante sul mare di nebbia, racconto ispirato al celebre dipinto di Caspar David Friedrich. Nel 2012 esce L’opera imperfetta, vita romanzata del pittore Gianfrancesco da Tolmezzo, cui seguono Fiabe e leggende della Carnia e La pulce e altre storie della Carnia. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato La valle dei Ros e Alla gentilezza di chi la raccoglie.

Cristina Feresin
Giornalista pubblicista, critica d’arte e curatrice indipendente, è laureata in Conservazione dei Beni Culturali all’Università di Udine. Collabora da anni con la pagina Cultura e Spettacoli de Il Piccolo di Trieste. Ha curato numerose mostre dedicate all’arte contemporanea e agli artisti del territorio ed è autrice e coautrice di contributi critici e cataloghi d’arte.

 

Alla gentilezza di chi la raccoglie. Dall'inferno di Buchenwald. Una storia vera - Raffaella Cargnelutti - copertina