Dai monumenti partigiani del Grappa ai cippi della Pedemontana veneta, dai luoghi degli eccidi di Bassano del Grappa fino a Milano e a Piazzale Loreto, il percorso attraversa una vera e propria geografia della memoria, fatta di testimonianze, simboli e segni talvolta dimenticati. Ne emerge anche una riflessione sulle difficoltà e sulle contraddizioni con cui le comunità custodiscono e tramandano il proprio passato.
Per Malaguti, che insegna Lettere a Bassano del Grappa, la Resistenza non è soltanto un capitolo dei manuali di storia, ma un'occasione per interrogarsi sul valore della democrazia, della libertà, della parola e del dissenso. Da qui le domande che attraversano il libro: come formare cittadini critici e consapevoli? Come trasmettere la memoria alle nuove generazioni? E, soprattutto, che cosa avremmo fatto noi? Sentieri partigiani si configura così come un cammino personale e un diario civile, capace di mettere in dialogo passato e presente e di invitare il lettore a ripercorrere i luoghi della Resistenza per comprendere meglio la storia e la società di oggi.
Paolo Malaguti, nato a Monselice nel 1978, vive ad Asolo. Dopo l'esordio con La reliquia di Costantinopoli (Neri Pozza, 2015), entrato nella dozzina del Premio Strega, ha pubblicato per Einaudi Se l'acqua ride (2020), finalista al Premio Campiello, Il Moro della cima (2022), Piero fa la Merica (2023) e Fumana (2024), ottenendo nel corso della sua carriera importanti riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Latisana per il Nord-Est, il Premio Mario Rigoni Stern, il Premio Acqui Storia e il Premio Alassio Centolibri – Un autore per l'Europa.
Eliana Mogorovich, dottore di ricerca in Storia dell'Arte Contemporanea e giornalista pubblicista, collaboratrice di diverse testate giornalistiche.