Cari amici delle 18.03,

pensando di fare cosa gradita vi invitiamo alla presentazione del libro

Incunaboli a Nova Gorica

martedì 6 febbraio 2024, alle ore 17 al Convento francescano della Castagnavizza a Nova Gorica

Inkunabule v Novi Gorici

v torek, 6. februarja 2024, ob 17. uri v Frančiškanski samostan Kostanjevica v Novi Gorici.

 

Un cordiale invito a partecipare anche alla visita guidata, gratuita, alla Biblioteca Stanislav Škrabec e alla mostra di incunaboli che si terrà mercoledì, 7 febbraio 2024, alle ore 11:00, 13:00, 15:00 e 17:00.

Prijazno vabljeni tudi na brezplačno vodenje po Škrabčevi knjižnici in razstavi inkunabul, ki bo v sredo, 7. februarja 2024, ob 11.00, 13.00, 15.00 in 17.00.

 

Si tratta della presentazione di due volumi legati in uno, gemelli, con il testo in sloveno e in italiano, quindi a pari livello. 

E' il catalogo analitico di 27 incunaboli, cioè libri stampati nel 1400, conservati a Nova Gorica: 1 alla Biblioteca comunale Bevk, 5 a Salcano presso la famiglia Brezigar (una importante collezione privata tutta dedicata alla storia del Goriziano, che potrebbe essere oggetto di una visita apposita), e i rimanenti alla Biblioteca del convento della Castagnavizza. Il catalogo è preceduto dalla storia delle singole raccolte. 

Mentre per le raccolte conservate a Gorizia ci sono numerosi repertori e studi, per le raccolte d'oltreconfine c'era ben poco, tenuto conto dei rivolgimenti storico-politici che ci sono stati e quindi anche di una certa segretezza dei dati.

Con l'occasione è stato ufficialmente restituito dai frati di Trento che fino al 1947 gestivano il Convento, un incunabolo che apparteneva inequivocabilmente alla Castagnavizza (dai registri e dai timbri era chiaro). Un altro incunabolo di certa provenienza Castagnavicense è stato individuato nel Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli e probabilmente i frati tenteranno di riaverlo prossimamente.

Quindi nel nostro caso sono stati descritti ampiamente gli incunaboli (cosa utilissima in caso di furti) e sono state avviate le procedure per riavere i mancanti. Il progetto riguarda la catalogazione di raccolte minori, meno note al pubblico degli studiosi, ma non per questo meno importanti.

Lo Staff delle 18.03

 

Associazione culturale Apertamente e Fondazione Roberto Visintin

promuovono un Premio letterario riservato a giovani autori di narrativa e saggistica dedicato alla memoria di Roberto Visintin.

L’evento è diventato ormai un appuntamento fisso per il settore della scrittura, non solo locale, grazie all’impegno di Apertamente, che ha sede a Monfalcone ed è operativa sul territorio regionale dal 2010, e di Evelyn e Marino Visintin, genitori di Roberto.

Tre le edizioni sin qui svoltesi: la prima è stata vinta da Matteo Femia con il libro “Il Letargo degli orsi a Sarajevo”, mentre la seconda ha premiato a pari merito Marina Lalovic, giornalista serba di Rai 3 con il suo lavoro “La cicala di Belgrado”, e Irma Hibert, docente nativa di Sarajevo autrice de “La sopravvissuta”.

La terza edizione ha visto vincitore Tommaso Speccher con il libro “La Germania sì che ha fatto i conti con il nazismo”.

La partecipazione è riservata a scrittori con età non superiore ai 45 anni: le opere dovranno essere presentate con modalità che saranno meglio dettagliate alla vostra manifestazione di interesse entro il 31 gennaio 2024.

Il premio sarà unico e consisterà nella cifra di euro 1.000,00: verrà consegnato con una cerimonia pubblica entro il 30 aprile 2024.

Vi prego di volermi cortesemente segnalare un autore il cui libro abbia le caratteristiche ricordate e che, preferibilmente ma non necessariamente, trovi ambientazione nella nostra Regione.

I testi inviati non saranno restituiti e la partecipazione alla selezione implica di fatto l'accettazione di quanto qui elencato.

L’ambizione dell’Associazione è quella di consolidare questo premio, in modo di promuovere e premiare la ricerca e l’ingegno dei giovani autori della Regione.

I promotori intendono espandere sia la platea dei possibili concorrenti che gli ambiti tematici di riferimento, così da riflettere sempre meglio il ventaglio di interessi che Roberto Visintin ha coltivato, valorizzando allo stesso tempo la memoria di ciò che ci ha lasciato.

“Apertamente” da anni è un punto di riferimento fondamentale nel panorama culturale del Friuli Venezia Giulia e, con questa iniziativa, si conferma uno dei sodalizi più importanti nella promozione e divulgazione culturale del nostro territorio.

La Giuria sarà resa pubblica dopo il termine della consegna dei lavori e sarà formata da tre membri: i loro nomi verranno pubblicati sul sito dell’Associazione e ai mezzi di informazione.

Il giudizio della Giuria stessa sarà insindacabile.

L'autore vincitore del premio avrà l’opportunità di presentare la sua opera nel corso della rassegna letteraria “Il libro delle 18.03”, che da ormai molti anni si svolge a Gorizia, raccogliendo il consenso del pubblico e dei mezzi di informazione locali e nazionali.

Vi ringraziamo anticipatamente per l’attenzione che vorrete dedicare alla nostra iniziativa.

Cordialmente,

Associazione Culturale Apertamente

Il Premio Roberto Visintin è come quei venti e quelle acque capaci di superare ogni argine imposto, perché dedicato a un uomo che attraverso l’amore per la cultura, la letteratura e la Storia aveva fatto della volontà di condivisione e della sete di conoscenza le pietre miliari della propria esistenza. L’associazione Apertamente e la famiglia di Roberto proseguono così nel solco da lui indicato e nel modo migliore per rendere onore alla sua figura: con un premio che porta il suo nome e con cui si promuovono le mescolanze fertili, il plurilinguismo fruttuoso, la memoria condivisa di questi territori, dove la frontiera tra idee, popoli e mercati è stata spesso virtuosa, talvolta sanguinosa, certamente mai banale. Il premio Visintin rappresenta alla perfezione il tratto migliore di queste zone di confine: è l’azione di uomini che costruiscono e non distruggono”. Come nello spirito di Nova Gorica – Gorizia 2025.

 

Cari amici delle 18.03,

siamo prossimi al Natale e all'inizio del nuovo anno. Sono tempi difficili, ai nostri occhi l'orrore della guerra ci circonda: in Ucraina, nella nostra Europa che speravamo diventasse patria comune di pace e progresso, e nel Medio Oriente, terra martoriata da decenni. 

I terribili, cruenti, attentati di Hamas del 7 ottobre e la spropositata reazione di Israele a Gaza, che ha causato, secondo molte fonti, 20.000 morti, soprattutto donne e bambini, mettono in discussione la nostra fiducia nell'umanità.

E ci sono altri conflitti, geograficamente lontani, ma non per questo meno sentiti e sofferti.  

Il nostro stesso stile di vita sta subendo ripercussioni da ciò che accade e , più in generale, da un mondo in continua e rapida evoluzione che vede modelli produttivi in crisi e nuovi sbocchi ancora incerti.

Una povertà diffusa impone sempre più rinunce e sacrifici, anche a chi prima non li conosceva, mentre una minoranza detiene la maggior parte delle risorse economiche e il divario con la  povertà della stragrande maggioranza degli abitanti del mondo diventa abissale.

Da questa differenza deriva anche il fenomeno migratorio, i cui effetti sono visibili proprio sul nostro territorio, con le centinaia di persone che ogni sera sostano all'addiaccio sui nostri confini, nella speranza di un futuro migliore, e, ancora, quelli costretti ad accettare condizioni di vita e lavoro non propri di una società che si definisce civile.

Nell’augurarvi buone feste, vogliamo ricordare il contesto in cui viviamo, pensando prima di tutto a quelli che vivono questi momenti, che dovrebbero essere di gioia, con grande difficoltà.

Buone Feste e Buon 2024, che sia, prima di tutto, di Pace, Salute e Solidarietà.

A presto e continuate a seguirci sempre più numerosi come avete fatto in questi anni.

Ciao,

lo Staff delle 18.03

Il diario di viaggio di un disincantato osservatore nel continente della grande storia geopolitica. Tra l'aneddoto, il paradosso, spesso il grottesco, cronache degli anni da inviato di Demetrio Volcic nell’Est europeo prima e subito dopo la fine della cortina di ferro. Pagine di prosa suadentissima, poco appariscente, intrise di un umorismo che realizza nel minimo il massimo di iconicità e di eleganza. 

 

«Alcune regioni del mondo producono storia più delle altre. Una di queste è l’Europa centro-orientale». E allora come raccontare una realtà così complessa come quella oltrecortina? Nell’introduzione, Demetrio Volcic fa un divertentissimo elenco dei mancati scoop della sua vita professionale: notizie rivoluzionarie bucate perché in casa non c’era un telefono, messaggi transcontinentali di superpotenze il cui prezioso sottinteso non veniva afferrato. La stessa ironia, lo stesso understatement unito però alla presenza «sul pezzo», adorna queste cronache degli anni da inviato nell’Est europeo prima e subito dopo la fine della cortina di ferro. L’angolo di inquadratura è sempre sommesso: ai giardinetti, dove la fine del regime l’ha relegato, il segretario del capo supremo dell’Ungheria comunista ricorda il «terribile ’56» e i retroscena; un Dubček dalla triste figura guida la rassegna dei fantasmi e delle ombre del passato in una Praga malinconica; la Guerra Fredda e gli ultimi scampoli nei dilemmi dei leader, dal generale polacco Jaruzelski a Gorbačëv; «l’eleganza» della censura nell’Europa dell’Est; e le tre grandi giornaliste sue vittime mettono a fuoco il ritratto di Putin prima dell’Ucraina.

Formano il diario di viaggio di un disincantato osservatore nel continente della grande storia geopolitica, solo che ciò che ne profila le tappe è prima di tutto l’aneddoto, il paradosso, spesso il grottesco: la scenografia che dà il tono a volte al colpo di scena del potente, a volte alle sue stanze di vita quotidiana, è sempre in primo piano. Ed è sorprendente come lo stesso effetto autorevole, bonario, sorridente di se stesso prima che degli altri, che Demetrio Volcic trasmetteva dallo schermo televisivo, lo restituisca in queste pagine di prosa suadentissima, poco appariscente, intrise di un umorismo che realizza nel minimo il massimo di iconicità e di eleganza.