GIOVEDÌ 2 MAGGIO ORE 18.03 Sala APT - #GORIZIA
 
dialoga con l’autore Alex PESSOTTO
 
 
È il 1943. Guido, tredici anni, ha da poco perso sua madre e vive con il Comandante, suo padre, un ex ufficiale della Regia Marina, che aveva lavorato per il Servizio informazioni e sicurezza ma poi caduto in disgrazia perché legato a Dino Grandi. Dopo l’8 settembre, il comandante finisce a capo di uno sgangherato gruppo di antifascisti, contrabbandieri e sbandati insediato nella laguna veneta e trainato da una zingara un po’ avanti con gli anni chiamata Sussurro.
 
Guido ha stretto amicizia con Scola, il ripetente della classe che però è anche un ottimo pescatore. Durante le loro uscite in barca Guido gli legge "Guerra e pace” e Scola gli apre gli occhi sulle cose della vita. Il gruppo presto decide di approfittare dei due ragazzini chiedendo loro di recapitare in barca messaggi segreti da un’isola all’altra. Ma quando iniziano a verificarsi fermi e arresti ad alcuni dei membri del gruppo, il sospetto dell'esistenza di un traditore si fa sempre più reale.
 
ANDREA MOLESINI è scrittore, poeta e traduttore veneziano. È stato docente di Letterature comparate dell’Università di Padova e, con il suo libro Non tutti i bastardi sono di Vienna, nel 2011 ha vinto il Premio Campiello. Ha ricevuto nel 1999 il premio Andersen alla carriera. Saggista e traduttore da inglese e francese. Suoi lavori, i romanzi La primavera del lupo (2013), Presagio (2014) e La solitudine dell’assassino (2016).
 
ALEX PESSOTTO giornalista e animatore culturale, è collaboratore de Il Piccolo
SABATO 20 APRILE ORE 10.03 ...in bus
 
Rose, vigne e uliveti con la guida di Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia
 
 
L’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia ci accompagnerà nella visita dell’Abbazia di Rosazzo, che si erge in una posizione strategica, tra le strade che uniscono Cividale a Gorizia e Aquileia. I canonici Agostiniani che vennero chiamati alla guida dell’Abbazia insegnarono agli autoctoni nuove tecniche di coltivazione e ben presto si moltiplicarono frutteti, oliveti e vigneti nei terreni particolarmente fertili della zona.
 
Nel 1323 tutta la struttura abbaziale subì un gravissimo incendio e nel periodo che seguì, segnato da profondi mutamenti, le funzioni spirituali vengono sempre meno per lasciare spazio a quelle terrene legate alla coltivazione. Di particolare interesse anche l’ampio roseto adiacente l’Abbazia, che ospita una grande varietà di esemplari. Una passeggiata consentirà di verificare il connubio delle coltivazioni con il panorama offerto dai colli manzanesi. L’uscita prevede poi, a Moimacco, la visita a un’azienda agricola che prosegue la tradizione olearia del luogo, dove avremo modo di degustare i prodotti e fermarci per il ristoro.