La Casa Museo di Osiride Brovedani La Risiera il Ghetto
a cura di Marzia ARZON, Lia GREGORETTI
in collaborazione con Fondazione Osiride Brovedani
 
SABATO 21 APRILE 9.03
p.le Martiri per la Libertà d’Italia (piazzale Stazione) - GORIZIA
 
 
L’escursione inizia con una visita guidata alla Risiera, stabilimento per la pilatura del riso, costruito nel 1898 nel periferico rione di San Sabba. Utilizzato dall’occupatore nazista come campo di prigionia provvisorio per i militari italiani catturati dopo l’8 settembre 1943, venne poi destinato sia allo smistamento dei deportati in Germania e in Polonia e al deposito dei beni razziati, sia alla detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani, detenuti politici ed ebrei. Tristemente famoso per essere l'unico campo di sterminio in territorio italiano con un forno crematorio attivo fino alla fine della guerra, è Monumento Nazionale dal 1965. Si prosegue poi, accompagnati da Lia Gregoretti, con la visita alla casa-museo di Osiride Brovedani, imprenditore e benefattore che dopo aver raggiunto l’apice della sua attività imprenditoriale nella Fissan, si è voluto ricordare di quella che era stata la sua sofferta base di partenza.
Fu arrestato nel luglio del 1944 e dopo qualche giorno di prigionia al Coroneo, internato nei campi di concentramento nazisti di Buchenwald, Dora e Belsen. Nel pomeriggio passeggeremo con la guida Marzia Arzon lungo le stradine e la storia dell'antico Ghetto ebraico di Cittavecchia, brulicante di voci e colori, di rigattieri, librerie e locali, a due passi da Piazza della Borsa e da Piazza Unità.
Modalità: il pranzo sarà la tipica sardonada triestina presso un Social Food di Ponterosso. Rientro previsto nel pomeriggio.
Dialoga con l’autore, Roberto COVAZ
GIOVEDÌ 19 APRILE 18.03
Sala culturale APT p.le Martiri per la Libertà d’Italia - GORIZIA
 
 
La montagna è anche nello sguardo di chi cammina, nel ritmo del passo, nei respiri dei tuoi compagni che si mescolano. La montagna è salita e discesa, simbolo perfetto dell'evoluzione di una vita. Sono i piedi e il fiato di Pietro che viaggiano lungo il sentiero impervio della sua esistenza. I momenti più importanti della sua vita sono segnati da quattro ascese ad altrettante montagne. Cè il Monte Dolada, in provincia di Belluno, spartiacque tra l'infanzia e l'adolescenza, dove lui, bambino di nove anni, intuisce il significato della morte e dell'amore. C'è il passo Vrsic, in Slovenia, dove Pietro, trentenne, in compagnia di un amico e del fantasma di Julius Kugy, impara che le certezze possono sciogliersi come neve al sole. C'è il monte Canin, fra Friuli e Slovenia, in cui il protagonista, camminando con il padre, capisce il senso del tempo, e l'impossibilità di tornare indietro. E infine c'è il Montasio, nelle Alpi Giulie, una salita sospirata dalla finestra di un piccolo borgo di diec abitanti e mai compiuta. Perché il silenzio si è portato via tutti i sogni.
 
MAURO DALTIN friulano, lavora nel mondo dell’editoria da molti anni. È docente al Master in Editoria dell’Università Cattolica di Milano. Collabora con la Rai del Friuli Venezia Giulia ed è il direttore editoriale di Bottega Errante Edizioni. Ha pubblicato L’eretico e il cattolico. Intervista a Elio Bartolini, la guida Friuli Venezia Giulia, la raccolta di racconti Latitanze. Nel 2012 è uscito I piedi sul Friuli e nel 2013 Officina Bolivar è finalista al Premio Albatros. Del 2014 sono L’ultimo avamposto del mondo e la guida Isonzo in bicicletta.
 
ROBERTO COVAZ, giornalista e scrittore, è stato caporedattore de Il Piccolo per Gorizia e Monfalcone.

Dialoga con l’autore Giovanni TOMASIN

MERCOLEDÌ 11 APRILE 18.03
Sala culturale APT p.le Martiri per la Libertà d’Italia - GORIZIA



Giuliana vive in Sudafrica, dov’è cresciuta, felice, in una famiglia benestante di origini italiane; è sposata e ha una bambina. Alla morte dei genitori scopre di avere un altro nome, di essere figlia di una donna che l’ha concepita, senza volerla, quarant’anni prima, in un campo profughi della Venezia Giulia, e che, per miseria e disperazione, l’ha venduta. Giuliana si affida a internet. A Trieste cerca associazioni di esuli, uffici dell’anagrafe, archivi, qualunque ente o istituto possa darle informazioni sulla sua vera identità. Fra i tanti che ricevono le sue mail, Gabriele risponde. Lui vive a Trieste, da solo. È archivista alla cassa pensionistica dei marittimi. E decide di aiutarla. Ma non è detto che il passato abbia voglia di farsi ritrovare, non è detto che una donna ormai vecchia e malata abbia qualcosa da dire a una figlia rispuntata dal nulla, non è detto che le memorie si ravvivino e i cuori si scaldino. Il mistero di Giuliana sarà svelato, ma lo svelamento non donerà alcun conforto: solo altri enigmi.

PIETRO SPIRITO vive e lavora a Trieste. Scrittore e giornalista professionista alle pagine culturali del quotidiano Il Piccolo, ha pubblicato saggi, romanzi, racconti, e curato antologie. Collabora con la Rai e diverse riviste e periodici tra cui L'Indice. Ha svolto seminari e corsi di scrittura creativa e giornalismo in alcune scuole superiori, università enti e associazioni, ed è fra l’altro socio e collaboratore della Deputazione di Storia patria della Venezia Giulia e della sezione italiana dell'Historical Diving Society. Suoi racconti sono stati tradotti in francese, catalano, croato, ungherese.

GIOVANNI TOMASIN archeologo di formazione, è giornalista e scrive per Il Piccolo.